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Iodio: eccesso, carenza e quoziente intellettivo

by Direzione | lascia un commento

Lo iodio è un elemento essenziale che deve essere introdotto con la dieta, è indispensabile alla tiroide per la formazione degli ormoni tiroidei: una sua carenza causa ipotiroidismo, scarsa produzione di ormoni, con ingrandimento della tiroide che dà origine al gozzo, un rigonfiamento nella regione del collo.

Gli ormoni tiroidei sono indispensabili per il metabolismo energetico e per il calore corporeo, regolano la funzionalità cerebrale, muscolare e cardiaca, ma sono anche essenziali per lo sviluppo del cervello: bambini esposti a bassi livelli di ormoni tiroidei possono essere ritardati, avere disturbi neuromuscolari, soffrire di mutismo o sordità. Si è visto inoltre che una carenza anche lieve di iodio nelle donne in gravidanza, influisce sullo sviluppo cognitivo del bambino e che bambini le cui madri hanno mantenuto buoni livelli di iodio in gravidanza hanno quozienti intellettivi più elevati.

Per valutare se le quantità di iodio introdotto con la dieta siano adeguate, si può misurare la concentrazione urinaria di iodio: secondo le linee guida un valore da 100 a 200 microgrammi/litro è da considerarsi adeguato. In gravidanza però, quando il fabbisogno aumenta (da 150 a 250 microgrammi al giorno), i livelli di iodio ottimali nelle urine salgono in maniera corrispondente. In allattamento invece, nonostante il fabbisogno di iodio aumenti, la concentrazione urinaria si abbassa perché molto iodio è utilizzato dalla ghiandola mammaria per produrre latte, ragione per cui latte e prodotti caseari sono buone fonti di iodio.

La carenza nutrizionale di iodio è un problema diffuso che interessa il 30% della popolazione mondiale, questo perché lo iodio è un elemento abbastanza costante nell’acqua di mare, è quindi ben reperibile nei pesci e nelle alghe di acqua salata ma non è equamente distribuito nelle varie regioni del mondo, alcuni territori possono avere terreni e acque molto povere di iodio.

La quantità di iodio del suolo e delle acque influenza la quantità di iodio che poi ritroviamo nel pesce di acqua dolce o nelle piante. I prodotti caseari, per esempio, sono ricchi di iodio ma solo se le mucche hanno avuto accesso a piante cresciute in un suolo ricco di questo elemento.

Nei territori dove lo iodio è presente, latte, formaggi, yogurt, uova, pesce e alghe sono buone fonti di iodio; mentre in un territorio per natura povero di questo elemento anche questi alimenti ne saranno privi, o ne conterranno scarsissime quantità.

Esistono quindi zone dove la carenza di iodio è endemica e porta con sé gravi conseguenze socioeconomiche: vari studi evidenziano come nelle regioni con deficienza endemica di iodio aumentino i casi di gravi ritardi mentali nei bambini (cretinismo), il quoziente intellettivo dei bambini delle elementari scende di 10 punti rispetto alle altre parti del mondo e una percentuale maggiore di bambini mostra un lieve ritardo mentale che influisce negativamente sui risultati scolastici e lavorativi. Nell’intera vita di un individuo è sufficiente un cucchiaino da tè di iodio per un corretto sviluppo fisico e intellettuale, eppure senza questo apporto le conseguenze sono molto pesanti, la popolazione più vulnerabile è sicuramente quella composta da donne incinte, in allattamento e bambini al di sotto di due anni.

La soluzione più efficace adottata dalle organizzazioni sanitarie a livello mondiale è stata quella di aggiungere iodio al sale da cucina, consumando sale iodato si raggiunge tranquillamente la dose di iodio raccomandata (150 microgrammi/giorno, bastano due grammi di sale iodato consumato a crudo). In effetti si stima che consumando sale iodato si arricchisca la nostra alimentazione di 300 microgrammi di iodio al giorno, più che sufficiente quindi a coprire il fabbisogno, soprattutto in zone dove lo iodio non scarseggia. Il rischio è quindi quello di eccedere, questo può essere dannoso per quelle persone che hanno problemi alla tiroide, o che sono state esposte a carenza, per cui un improvviso aumento può generare ipertiroidismo o al contrario bloccare la tiroide.

La maggior parte delle persone però può ben tollerare fino a 1000 microgrammi di iodio al giorno, anche se bisognerebbe non superare i 500 microgrammi/giorno.

In ogni caso le conseguenze di un eccessivo apporto nutrizionale di iodio sono sicuramente meno pericolose a livello di popolazione rispetto a quelle della sua carenza.

 

Dottoressa Manuela Fè

Fonte:www.lascuoladiancel.it






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